Interview with Il Sole 24 Ore

Danièle Nouy, Chair of the Supervisory Board of the Single Supervisory Mechanism,
Alessando Merli - Il Sole 24 Ore, 11 luglio 2014

D. Come sta andando la valutazione approfondita delle banche? Secondo la vostra scaletta, dovreste essere arrivati alla terza fase, gli stress test.

R. La valutazione sta andando bene. Siamo paranoici sui ritardi. Le prove di stress sono cominciate, con qualche sovrapposizione con l'esame della qualità degli attivi (Aqr), alla fine di maggio. Le banche dovrebbero consegnare entro metà luglio il lavoro che hanno fatto. Allo stesso tempo stiamo finendo l'Aqr: siamo negli ultimi giorni dell'ultima parte, che riguarda l'analisi degli accantonamenti costituiti su base collettiva, la valutazione delle garanzie, in particolare relative all'immobiliare e alle attività di livello 3 (i titoli derivati più complessi ndr) per le banche che sono sottoposte alle prove di stress per il portafoglio di negoziazione. La verifica della qualità per l'Aqr inizia ora. Finora tutto va bene per quel che riguarda il calendario.

D Vi state preparando anche ai vostri nuovi compiti di vigilanza, che inizieranno in novembre. Quindi state svolgendo la valutazione delle banche e i preparativi per la vigilanza allo stesso tempo. Inoltre dovete assumere molte persone, circa mille.

R Le assunzioni sono la parte che fa perdere più tempo. Siamo vittime del nostro stesso successo: abbiamo ricevuto molte domande e curriculum. C'è un sacco di lavoro da fare per selezionarli, per essere sicuri che le persone giuste superino i colloqui. È un processo dall'alto verso il basso: i nuovi assunti reclutano le persone al livello sotto di loro. Finora abbiamo completato circa la metà delle assunzioni previste. Per quanto riguarda il resto del lavoro preparatorio, il quadro della regolamentazione è stato predisposto entro fine aprile. Entro il 4 settembre avremo l'elenco delle banche significative (sottoposte alla vigilanza diretta della Bce ndr). Abbiamo notificato le nostre intenzioni alle banche, che hanno due settimane per rispondere. Il Consiglio direttivo della Bce adotterà l'elenco finale. Ci saranno alcuni cambiamenti rispetto alle banche sottoposte alla valutazione. In particolare perché avevamo un cuscinetto, che comprendeva le banche con un bilancio di oltre 27 miliardi di euro a fine 2012. L'elenco finale includerà le banche con oltre 30 miliardi di euro a fine 2013. Ci saranno alcune differenze. Le banche sottoposte alla valutazione la concluderanno anche se non sono nell'elenco finale. Le autorità di vigilanza nazionali provvederanno all'attuazione delle misure risultanti da tale esercizio, per assicurarsi che eventuali carenze di capitale vengano coperte. Le banche non sottoposte alla valutazione ma che saranno nell'elenco finale saranno sottoposte a un esercizio simile più avanti. Abbiamo anche aperto una consultazione pubblica sui contributi delle banche per le attività di vigilanza, che si conclude oggi. Non c'è ragione di ritenere che non saremo pronti. Lavoreremo tutta l'estate.

D Niente vacanze, quindi.

R Abbiamo molto lavoro da fare, adesso e dopo. Ma tutti dovrebbero poter prendere una vacanza. Per lo meno una breve.

D Si parla spesso di collaborazione con le autorità nazionali di vigilanza. Ma non sono state proprio le lacune della vigilanza nazionale in diversi Paesi una delle ragioni per la creazione della vigilanza unica (Meccanismo di vigilanza unico, Mvu, o Ssm, nella sigla inglese)?

R L'Ssm non è stato creato solo per migliorare la vigilanza. La vigilanza su base nazionale di attività transfrontaliere e di banche internazionali è sempre più difficile. Siamo un mercato unico con una moneta unica. L'area dell'euro è il mercato interno delle banche dell'Ssm. Abbiamo quindi bisogno di una vigilanza europea. Un certo numero di istituti, circa 3.700, ricadranno nella sfera di competenza delle autorità nazionali, perché sono meno significativi, ma saranno vigilati secondo il manuale dell'Ssm. È un sistema unico con un'unica cultura di vigilanza. Circa 120 gruppi, che comprendono 1.200 istituti, saranno sottoposti alla vigilanza diretta Bce.

D Come funzionerà?

R Il cardine saranno i gruppi di vigilanza congiunti. Il coordinatore sarà a Francoforte, con 9-10 persone per le banche più grandi, e si affideranno ai responsabili nazionali. In ogni Paese in cui operano queste banche significative ci sarà un coordinatore locale. È un processo dal basso verso l'alto, come ora. Le informazioni andranno dal coordinatore locale al capo del gruppo congiunto. Le decisioni minori, meno delicate, verranno prese a questo livello. Quelle più importanti spetteranno ai direttori generali. Se sono ancora più importanti e più delicate, al Consiglio di vigilanza. La distanza delle decisioni finali dalle banche è molto utile. Otterremo il meglio dei due sistemi: la vicinanza dei supervisori alle banche e la distanza delle decisioni finali. Il capo del gruppo congiunto a Francoforte presenterà le raccomandazioni al Consiglio di vigilanza. Se le autorità nazionali non sono d'accordo, la loro posizione sarà citata nella nota per il Consiglio. Ma non sarà sullo stesso piano: prevale la raccomandazione di Francoforte. Il Consiglio ha sei voti a livello centrale, ossia il mio e quelli della vicepresidente e dei quattro membri nominati dalla Bce, se tutti siamo d'accordo. È già un gruppo significativo di voti. Poi ci sono i 18 rappresentanti delle autorità nazionali. Ma tutti allo stesso livello: il voto della Slovenia conta tanto per la valutazione della Deutsche Bank come quello dell'autorità di vigilanza tedesca Bafin. Il Consiglio è un organo europeo, che prende decisioni senza orientamenti nazionali.

D C'è un trade-off fra la correzione dei bilanci delle banche e l'aumento del loro capitale da un lato e l'erogazione di credito per la ripresa dell'economia dall'altro. Le banche sono in una sorta di attesa, per la ripresa del credito, mentre aspettano la conclusione della vostra valutazione?

R Le banche europee hanno fatto di più, nel correggere i bilanci, raccogliere capitale e vendere attività derivanti dalla crisi, di quanto i mercati riconoscano. Le banche americane, per esempio, sono trattate meglio dai mercati. È molto importante compiere questo esercizio di trasparenza. La valutazione approfondita riguarda la solvibilità delle banche, ma è anche un esercizio di comunicazione e trasparenza. Crediamo che, grazie a questa trasparenza, gli investitori saranno pronti a fornire capitale e fondi alle banche europee, così che saranno in grado di finanziare l'economia. Ma non credo che sia solo colpa delle banche se l'economia non cresce. Abbiamo bisogno di riforme strutturali in diversi Paesi, compreso il mio. In quanto responsabili della vigilanza, stiamo comunque facendo la nostra parte per assicurare che le banche abbiano bilanci in ordine e che, grazie a questa trasparenza, il mercato confidi di sapere quello che c'è nei bilanci delle banche e dia loro i fondi di cui hanno bisogno.

D Negli ultimi tempi c'è stato un notevole entusiasmo degli investitori per i titoli delle banche, un cambiamento rispetto all'atteggiamento che Lei ha descritto. Nel caso delle banche italiane e di altre, sono entrati investitori stranieri. È soddisfatta di quello che le banche hanno fatto finora?

R C'è ancora lavoro da fare. Finché non avremo il risultato della valutazione approfondita non sapremo l'ammontare esatto del capitale di cui le banche hanno bisogno. Stiamo dicendo alle banche che devono mettere la casa in ordine, prepararsi per l'esito dell'esercizio. Alla fine di ottobre, inizio di novembre, il mercato per raccogliere capitale azionario o contingent capital sarà affollato. Prima provvedono, meglio è. Dovrebbero farlo prima della conclusione della valutazione. E se non sono sicure dell'ammontare, facciano di più, piuttosto che di meno. Un'altra ragione per muoversi: stiamo andando verso il bail-in del debito di primo rango (senior) nel 2016. Se vogliono sopportare costi di raccolta ragionevoli, devono proteggere le obbligazioni senior da un possibile bail-in emettendo più contingent capital adesso.

D La prima parte della valutazione è stata fatta sulla base delle cifre alla fine di dicembre 2013. Molte cose sono successe da allora. Ci saranno banche che tecnicamente vengono "bocciate" sulla base di quelle cifre, ma che nel frattempo hanno preso delle misure prima del risultato della valutazione?

R Pubblicheremo un resoconto delle carenze patrimoniali e di quanto è stato fatto, dopo dicembre 2013, per sopperirvi. Sarà molto chiaro quel che resta da fare. Dalle informazioni che abbiamo, la posizione patrimoniale delle banche sottoposte a valutazione è migliorata di oltre 100 miliardi di euro durante gli ultimi dodici mesi. Stiamo ora raccogliendo i dati dalle autorità nazionali con le informazioni esatte. Queste misure sono benvenute. Ma dobbiamo aspettare l'esito della valutazione per vedere quel che resta da fare.

D A sentire qualche governatore di banche centrali nazionali, tutti si dicono convinti che le loro banche siano a posto. Pensa che questo ostacoli quello che state cercando di comunicare per quanto riguarda le azioni necessarie?

R Sono umani e sperano che le loro banche facciano bene. Alcuni di loro hanno ragione. Il risultato resta tutto da vedere.

D Da novembre l'area dell'euro si avvierà verso un'unione bancaria. Come evolverà il sistema in seguito? Lei ha detto che si svolgerà una prova di stress ogni anno. Ma ci sono anche problemi di più lungo periodo, come la bassa redditività delle banche, il deterioramento della qualità dei prestiti, anche un numero eccessivo di banche, secondo un rapporto dell’Esrb, il comitato europeo per il rischio sistemico.

R Personalmente, ritengo che dalla crisi finanziaria emergerà in Europa un nuovo mondo bancario. Avremo nuove regole che entrano in vigore, Basilea 3 e CRR/CRD IV, il che significa più capitale di migliore qualità, la direttiva in materia di risanamento e risoluzione delle crisi bancarie, Brrd. Il prezzo per utilizzare soldi pubblici sarà molto alto. Le regole europee sugli aiuti di Stato messe in atto dall'estate scorsa stabiliscono molto chiaramente che, se si usano fondi pubblici, dev'esserci una ripartizione degli oneri, con il bail-in del debito di rango inferiore (junior), degli strumenti di capitale ibridi. Questo cambierà il panorama. Il bail-in del debito di primo rango (senior) dal 2016 è un altro elemento importante. Le banche e la vigilanza dovranno trarre le loro conclusioni da questo nuovo panorama. Il modello di business delle banche sarà messo a dura prova. Potrebbero esserci ulteriori regole, come la separazione fra le attività di banca commerciale e di trading, come è stato proposto dalla Commissione europea. La redditività, la sostenibilità della redditività, la sostenibilità dei modelli di business saranno tutte molto importanti. È un bene che possiamo affrontare tali questioni per le banche dopo che è stato fatto un esercizio di trasparenza, che gli accantonamenti sono stati effettuati e che non c'è nessuna tolleranza (forbearance) nascosta.

D L'Europa ha troppe banche. Ne avrà di meno, non solo banche diverse da quelle attuali, come Lei dice?

R La situazione è diversa nei diversi Paesi. Non dobbiamo generalizzare troppo. Ogni mercato dev'essere preso in considerazione separatamente. Per le grandi banche, il mercato interno è l'area dell'euro, per le più piccole il mercato nazionale. Non c'è carenza di servizi bancari e questo dà una certa flessibilità ai responsabili della vigilanza se alcune banche non hanno futuro. Se dovranno essere chiuse, altre forniranno i servizi bancari. Lo vedo come un elemento positivo.

D Ci saranno chiusure di banche. Ma questo ha dei costi e la credibilità dell'esercizio che state conducendo dipende dalla credibilità delle risorse finanziarie disponibili. Ha funzionato negli Usa, ma lì le risorse sono state messe sul tavolo prima dei test sulle banche. In Europa, questo non è stato fatto e ora è troppo tardi. Sono sufficienti i meccanismi di protezione (backstop) predisposti ora?

R Ci sono state dichiarazioni molto esplicite dal Consiglio europeo e dall'Ecofin nel 2013 sul chiaro impegno a fornire le risorse necessarie. Forse non tutti i Paesi lo hanno capito, ma credo che sia stato spiegato loro molto apertamente all'Eurogruppo e all'Ecofin di lunedì e martedì scorso, che per poter utilizzare fondi pubblici o per continuare l'attività o per essere liquidate in modo ordinato, ci vuole una legislazione nazionale che consenta il bail-in del debito di rango inferiore (junior). Se alcuni Paesi sono in ritardo nell'attuare queste disposizioni per la ripartizione degli oneri, gli è stato ricordato in modo netto.

D Spezzare il legame fra il debito sovrano e le banche è ritenuto essenziale per uscire dalla crisi. Il modo di farlo è la ricapitalizzazione diretta delle banche da parte del fondo salva-Stati europeo Esm, come deciso al vertice del giugno 2012. L'attuazione di questa soluzione sembra essere ora incerta.

R I mercati sono favorevoli in questo momento. Le banche che hanno bisogno di capitale non sembrano avere difficoltà a raccoglierlo. Nei Paesi che hanno effettuato prove di stress nazionali, anche senza aspettare il risultato della valutazione della Bce, le banche sono riuscite a ricapitalizzarsi con fondi privati. Pensiamo che questo sia il modo giusto. I fondi privati devono venire per primi, e solo se questo non è possibile, subentrano i backstop. Questi si prevede siano nazionali. In un certo senso, siamo alla fine del "vecchio mondo", in quanto le conclusioni della valutazione della Bce verranno prima del Meccanismo unico di risoluzione delle crisi. Ma la copertura delle carenze patrimoniali avrà luogo nel 2015, quando saremo all'inizio del "nuovo mondo" con le nuove regole della Brrd. C'è in effetti una possibilità di ultima istanza di usare l’Esm. Sulla base delle condizioni di mercato attuali, non si prevede che ce ne sia bisogno. Ripeto, sulla base delle condizioni di mercato attuali. Non so quali saranno queste condizioni in ottobre. Ecco perché sto dicendo alle banche di cominciare a coprire le possibili carenze patrimoniali adesso.

D Lei è in Italia oggi per incontrare le autorità di vigilanza della Banca d'Italia. Le banche italiane sono spesso sotto i riflettori degli analisti e dei media internazionali, anche se hanno mostrato finora una certa robustezza e hanno avuto bisogno di pochi soldi pubblici. Quali sono le criticità?

R In questa visita non incontrerò le banche; e non ne so ancora abbastanza sugli altri sistemi bancari da avere una visione precisa della loro situazione. Ne saprò di più in ottobre. Darò ai responsabili della vigilanza un messaggio semplice: ho bisogno di voi per adempiere il mio compito. Una parte molto significativa dei gruppi di vigilanza sarà nazionale. Per le grandi banche, circa il 90%. In alcuni Paesi qualche collega è un po' preoccupato del proprio lavoro futuro, di che tipo di lavoro faranno: "mansioni di base", lavoro poco sofisticato? Non è così. Le raccomandazioni spetteranno alla Bce, invece che al direttorio nazionale. Ma alcune responsabilità, come l'antiriciclaggio e la protezione dei consumatori, resteranno a livello nazionale. E nella vigilanza prudenziale le autorità locali avranno molto lavoro da fare, come quello che fanno ora. Il manuale cambierà, ma quello è cambiato in continuazione. Dobbiamo sempre adattarci alla nuova realtà, banche e responsabili della vigilanza.

D Recentemente Bnp Paribas ha ricevuto una pesante multa dalle autorità degli Stati Uniti. Forse alla Commerzbank succederà lo stesso. Al di là dei casi specifici, questo conflitto di giurisdizioni danneggerà il Suo lavoro?

R Non commento casi individuali. Ma in effetti dobbiamo impegnarci per valutare meglio e attenuare il rischio di condotta (conduct risk), per esempio i rischi generati da comportamenti impropri sui tassi di cambio o sul Libor, o dal divieto alle operazioni con certi Paesi. Le banche devono essere più attrezzate per trattare questi rischi e le conseguenze che derivano dall'operatività in diversi Paesi. È certamente una causa di preoccupazione. L’Esrb ha creato un gruppo di lavoro sul rischio di condotta.

Q Questa non è la dimostrazione che ci vuole miglior coordinamento internazionale sulla vigilanza?

A Certo. Questi rischi si stanno materializzando per le banche attive internazionalmente. Dobbiamo ricevere un avvertimento dai nostri colleghi quando c'è il rischio che questo succeda. E grazie all'MVU si presenta l'opportunità di instaurare un'interazione più stretta con le autorità di vigilanza degli altri grandi mercati. Noi saremo la più grande autorità di vigilanza al mondo. Ho passato molto tempo in ambienti internazionali. Penso di essere in una buona posizione per giocare un ruolo in questa cooperazione. Sabine Lautenschlaeger (vicepresidente del Consiglio di vigilanza ndr) ha anche lei lavorato a lungonell'ambito del Comitato di Basilea e di altri organismi internazionali. Sarà più facile per le autorità americane avere un solo interlocutore in materia di vigilanza anziché 18.

D I membri del Consiglio di vigilanza sono quasi tutte donne, eccettuato Ignazio Angeloni. È un'eccezione in un mondo a dominanza maschile. Lei è stata scelta per le Sue competenze, non per il genere, ma pensa che farà qualche differenza?

R Non vorrei esser stata scelta per il genere. Sarebbe la prima volta nella mia carriera. Dobbiamo selezionare le persone sulla base della competenza. Ma è vero che ci sono numerose donne nell'Ssm e nella vigilanza bancaria. È un lavoro che le donne fanno bene.

D Manca ancora un membro del Consiglio, nonostante l'urgenza e la mole di lavoro. Quando sarà nominato e perché il ritardo?

R Francamente non lo so. È il Consiglio direttivo della Bce che decide. È una domanda che dovrebbe fare a Mario Draghi o a Vitor Constancio (vicepresidente della Bce, responsabile per la vigilanza ndr).

D In conclusione, Draghi ha detto qualche tempo fa che non ci si devono aspettare grandi sorprese dalla valutazione approfondita delle banche. Qual è la sua opinione, ora che il lavoro è in fase avanzata?

R Dipende da quello che si intende per grandi sorprese. La vigilanza è un lavoro che ogni tanto riserva delle sorprese. Aspetterei finché vedo i risultati dell'Aqr e della prova di stress, che è piuttosto dura. Non è solo una questione di accantonamenti troppo deboli. Dovremo vedere quali sono le conseguenze dello scenario negativo della prova di stress sui bilanci delle banche. Sarò cauta su questo. Probabilmente non avremo grandi sorprese: più le banche affrontano i possibili problemi prima dei risultati, mettendo in ordine la casa, e meno probabili saranno le sorprese.

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